Ecco un segreto che sorprende parecchi neofiti: per giocare a un gioco di ruolo non ti serve davvero un gruppo. Non ti serve nemmeno un'altra persona. Con un manuale, qualche dado e un quaderno puoi vivere un'intera avventura da solo, al tavolo della cucina, in una serata tranquilla, quando ti pare.
E non si tratta nemmeno di un hobby di nicchia per quattro eremiti. I GdR in solitario stanno esplodendo. Negli ultimi anni sono diventati popolarissimi, spinti dalle campagne di crowdfunding, da un'ondata di splendidi titoli indie e da una community che adora condividere online le proprie partite. Che tu sia un curioso alle prime armi o un veterano in cerca di un nuovo modo di tirare i dadi, il gioco in solitario è uno degli angoli più stimolanti dell'hobby in questo momento.
Vediamo allora di cosa si tratta e come puoi iniziare già stasera.
In un classico gioco di ruolo da tavolo ci sono i giocatori che controllano i loro personaggi e un Game Master che gestisce il mondo, la storia e tutto ciò che i giocatori non gestiscono. Il gioco in solitario pone una domanda interessante: e se una sola persona facesse entrambe le cose?
Quando giochi a un GdR in solitario, indossi due cappelli contemporaneamente. Sei il giocatore, che compie scelte e veste i panni del proprio personaggio. Ma sei anche una sorta di GM, che narra il mondo e decide cosa succede dopo. Il trucco che fa funzionare tutto questo, ciò che impedisce che si riduca a raccontarti una storia che già conosci, è la sorpresa.
La sorpresa la introduci usando le regole del gioco e una serie di generatori casuali. Invece di decidere come si svolge ogni scena, fai delle domande e lasci che siano i dadi, le carte o le tabelle a rispondere. Il gioco diventa una conversazione tra te e il caso. Prepari il palcoscenico, ci butti dentro un po' di casualità e reagisci a ciò che ti torna indietro. È lì che vive la magia, nei momenti che non avevi pianificato.
Il cuore della maggior parte del gioco in solitario è l'oracolo: uno strumento che risponde alle domande a cui non puoi rispondere da solo senza rovinare la storia.
Il più semplice e diffuso è l'oracolo sì/no. Fai una domanda a voce alta ("La porta è chiusa a chiave?" "La guardia crede alla mia bugia?"), poi tiri un dado per scoprirlo. Molti oracoli aggiungono sfumature, con risultati come "sì, ma..." o "no, e...", che complicano la risposta e spingono la storia da una parte inaspettata. Spesso è proprio in quel piccolo "ma" che nasce il dramma migliore.
Oltre al sì/no, i giochi in solitario si appoggiano ad altri motori di sorpresa:
Un'intera categoria di giochi in solitario spinge ancora più in là questo concetto: i giochi journaling, in cui l'atto di scrivere è il gioco. Peschi uno spunto, poi scrivi una voce di diario, una lettera o una pagina dal punto di vista del tuo personaggio, costruendone la storia una voce alla volta.
Due esempi spiccano e mostrano l'ampiezza del genere. Ironsworn è un gioco fantasy gratuito e ricco di regole, pensato fin dalle fondamenta per essere giocato in solitario, in cooperativa o con un GM. Usa meccaniche basate sulle "mosse" e tabelle oracolo per portare avanti una dura impresa in una terra ostile, ed è il primo assaggio di gioco in solitario per molte persone. Thousand Year Old Vampire porta l'approccio journaling al suo estremo emotivo: cronachi i lunghi e solitari secoli di un immortale e, mentre il tempo avanza, il tuo vampiro dimentica pian piano il proprio passato, perdendo ricordi man mano che gli anni si accumulano. Più che un gioco da "vincere", è una storia struggente da scoprire.
Non c'è un unico modo giusto per cominciare. Hai diverse strade davanti, a seconda di cosa possiedi già e dell'umore del momento.
Alcuni giocatori coinvolgono anche degli assistenti IA, chiedendo a un chatbot di descrivere una scena, dare voce a un PNG o suggerire un colpo di scena. È un connubio naturale con l'attuale ondata di strumenti IA, e può essere un piacevole co-narratore. Basta trattarlo come un altro generatore casuale nella tua cassetta degli attrezzi, e non come l'intero gioco, e tenere ben salda la tua voce creativa al volante.
Se hai sempre immaginato i GdR come un'attività di gruppo, il fascino potrebbe non esserti ancora chiaro. Ma il gioco in solitario risolve problemi reali e offre piaceri tutti suoi.
Pronto a provare? Puoi essere già a giocare entro un'ora. Ecco la versione breve.
Per prima cosa, scegli il tuo punto di accesso. Procurati un gioco adatto al solitario (un titolo dedicato come Ironsworn è perfetto) oppure abbina un kit oracolo a un sistema che già ami. Non pensarci troppo: la scelta migliore è qualunque cosa tu possa iniziare oggi.
In secondo luogo, tieni un diario. Bastano un quaderno economico o un documento aperto. Annota cosa succede, cosa chiedi all'oracolo e come si sente il tuo personaggio. È questa traccia a trasformare una serie di tiri di dado in una storia vera e propria.
Terzo, e più importante, gioca per scoprire. Non scrivere il finale in anticipo. Fai domande, tira e reagisci sul serio alle risposte, anche quando mandano all'aria i tuoi piani. Soprattutto allora. Il senso di tutto è scoprire il racconto insieme al tuo personaggio, non recitarne uno che hai già scritto.
Bastano un paio di piccoli cambi di mentalità per fare la differenza tra un esercizio rigido e una sessione da cui non riesci a staccarti.
I GdR in solitario dimostrano che l'anima dell'hobby, raccontare una bella storia con dadi e immaginazione, non dipende da un tavolo al completo. Dipende da te, da qualche buon strumento e dalla voglia di farti sorprendere.
Quindi scegli un gioco, apri un quaderno, fai la tua prima domanda e tira. E se vuoi una mano per tenere tutto in ordine, gli stessi strumenti che useresti con un gruppo funzionano alla grande anche da solo: le schede dei personaggi, il lanciadadi e gli appunti di Mini Kraken sono lì, pronti ogni volta che la tua avventura in solitario chiama. E adesso vai a scoprire cosa succede dopo.